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SUMMARY:La foresta commestibile: il castagno e lo sviluppo delle aree interne
DESCRIPTION:Questo incontro fa il punto, discute e ridefinisce i contenuti – necessariamente provvisori – di un percorso di ricerca interdisciplinare avviato al principio del 2023. Ispirato a prospettive che privilegiano la storia economica, l’etnografia e l’agroecologia, il progetto è mosso dalle molteplici preoccupazioni che affliggono il destino delle aree interne italiane e intercetta una possibile soluzione nel rilancio e nella valorizzazione delle sue filiere agro-silvo-pastorali.\nLo spopolamento di questi territori e, in taluni casi, lo sfruttamento poco oculato delle risorse idriche e minerarie e anche dell’incolto, hanno indotto l’abbandono dei boschi, dei pascoli e la perdita di questi saperi agro-alimentari non trasmessi alle nuove generazioni.\nL’ambizione del progetto è dunque quella di trovare una chiave di attualizzazione di queste produzioni che risulti utile e spendibile nel contesto contemporaneo, ripensando o immaginando circuiti commerciali spregiudicati, capaci di posizionarsi su una scala non necessariamente – e soprattutto non esclusivamente – locale.\nL’obiettivo finale è quello di individuare tracce ad alto potenziale per uno scambio di risorse tra aree remote e aree urbane. Tra le molte specie commestibili riconducibili al contesto forestale e fruibili in questa prospettiva di rilancio delle economie boschive, il castagno si è imposto per molte ragioni. Testimone di una secolare storia di sussistenza e di autoconsumo, esso ha alimentato circuiti commerciali di medio raggio legati all’industria edile ed ha giocato un ruolo nell’espansione della viticoltura intensiva.\nL’analisi permetterà di approfondire gli usi tradizionali di questa pianta, le pratiche collettive sperimentali e innovative di valorizzazione delle produzioni castanicole e i casi in cui non è stata particolarmente attenzionata a fronte di progetti di innovazione agricola (bio-distretti) concentrati su altri prodotti (piccoli frutti, erbe medicinali o alimurgiche). I territori sinora investigati sono soprattutto le Alpi Centrali (Val Camonica/Val Saviore), le valli della regione Umbria e una parte della Toscana.\nProgramma\n\n10:00 | Manuel Vaquero Pineiro, Francesca Giommi\nLa storia contemporanea della castagna in Italia: produzione e commercio (nazionale e internazionale)\n10:20 | Laura Prosperi, Luca Mocarelli La castagna nell’Archivio di Stato e nell’Archivio Storico Civico di Milano\n10:40 | Tommaso Somigli Russotto “Il castagneto come bene comune. Normativa e ruolo socio-economico della «Selva Forcana» di Montemurlo (1500-1800)\n11:00 | Giuseppe De Santis, Michele Salvan (Rete Semi Rurali) “ Una prospettiva agroecologica per la castanicoltura”\n11:30 | Paolo A. Leone, Eleonora Cominelli (CNR IBBA) Biodiversità del castagno: strumenti utilizzati per la valorizzazione delle risorse genetiche di castagno in aree submontane lombarde\n12:00 | Barbara Aiolfi (Università di Milano-Bicocca) Por maran che ia nan arbor – Poveri che non hanno nemmeno un albero di castagno. Un’indagine etnografia delle filiere alimentari abbandonate o rivalorizzate nelle Alpi Centrali (Val Saviore).\n12:30 | Pausa Pranzo\n14:00 | Tavola rotonda\n17:00 | Fine dei lavori\n▼▼ MATTINA ACCESSIBILE grazie al questo link ▼▼\nmeet.google.com/hgj-rfye-ccd ( http://meet.google.com/hgj-rfye-ccd )\nTAVOLA ROTONDA ACCESSIBILE SOLO SU RICHIESTA (scrivere a laura.prosperi@unimib.it)\nSCARICA LA LOCANDINA \n
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