Braccia Rubate

da | Gen 8, 2026 | Dalle nostre reti

la Newsletter del cambio di Luna

Qualche giorno fa mi sono prenotato per un paio di lezioni di scrittura sul Semenzaio di Barbara Bernardini e, nel dialogo che ne è seguito, ho scoperto che Barbara è anche autrice di Braccia RubateUna newsletter quindicinale che parte al cambio di luna: al novilunio e al plenilunio, per raccontarti cosa accade nell’orto, per invintarti a scrivere e inventare tramite gli esercizi di fantastica, e a girovagare tramite dei sentieri di lettura, di cammino e di osservazione.

Ci è sembrata una buona idea dare spazio a Braccia Rubate sul nostro sito iniziando da uno scritto di Aurora Faletti che trovate in questa pagina.

Nel 2024 abbiamo pubblicato gli incipit di alcuni aticoli che Aurora Faletti ci inviava dal blog cui aveva affidato il resoconto di un lungo tour da WWOOFer: li trovate qui

Un orto, una soma d’aj e Cesare Pavese:
woofing a Duipuvrun

di Aurora Faletti

È da quando sono piccola che voglio vivere in una fattoria.

Voglio i cavalli e le galline e il fango e lo so che è una visione un po’ Pinterest ma passavo le estati dai nonni nell’orto e qualche semino dev’essermi rimasto dentro.

Comunque poi crescendo sono andata ad aperitivi boriosi, a riunioni con gente seria, alle call con gli squali. E poi ad un certo momento mi son chiesta dove fossi finita e dove fosse invece il mio fango. Dov’è il mio germoglio?

Vabbè la solita presa di coscienza a cui reagisco con lacrime, nichilismo e gelato. Ma poi scopro WWOOF.

WWOOF (world wide opportunities on organic farms) è un movimento globale che riconnette le persone alla terra attraverso l’agricoltura biologica. Praticamente è un progetto in cui lavori in un orto/azienda agricola/fattoria in cambio di vitto e alloggio.

È bello fare wwoofing chessò tipo in California o in Africa con tutte piante e animali esotici ma io figurati, mi conosco, e non è che me la senta proprio di andare in Tasmania e poi comunque prima è bene conoscere il proprio di paese, di terreno, di colline, no? Vero? Ecco.

Quindi scelgo un posto lontano quindici minuti da casa. Molto bene. Il posto è a Costigliole, si chiama Duipuvrun ed è un orto biointensivo che conoscevo perché organizza eventi pazzeschi al tramonto con menù di ortaggi e musica seduti sull’erba. Stefano Scavino è il papà di Duipuvrun, l’uomo carciofo, il contadino presso se stesso. Già mi vedevo lì, bella serena come un puciu a sporcarmi di terra, leggere sull’amaca e condividere parole minimaliste con questo ragazzo sicuramente zen e pure un po’ Bruno delle Otto montagne.

Pubblicato da Claudio per WWOOF Italia

Nello Staff di WWOOF Italia mi occupo fra le altre cose di comunicazione.

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