Quale futuro per l’agricoltura in UE?
Volentieri rilanciamo un articolo molto ben costruito da Dario Dongo sul tema dei nuovi OGM: è sempre più urgente che la consapevolezza dei cittadini aumenti per cercare di arginare questa pericolosissima deriva.
L’Unione Europea è pronta ad attuare una trasformazione radicale della sua politica agricola, attraverso la proposta di deregolamentazione delle New Genomic Techniques (NGTs), o ‘nuovi OGM’. Questo progetto di riforma, sostenuto dal Parlamento europeo fin dal 2019, e adottato dalla Commissione nel 2023, aveva finora incontrato le resistenze di alcuni Stati membri. I quali però hanno infine trovato un accordo, il 14 marzo 2025, per concludere i negoziati.
Questa svolta cruciale non è un motivo di giubilo per tutti coloro che, come chi scrive, difendono la biodiversità, l’integrità ambientale, la salute pubblica e i diritti degli agricoltori. Denunciando lo spregiudicato oltraggio al principio di precauzione, in barba al Trattato, e un attacco diretto alla sovranità alimentare dei popoli.
A seguire una critica non sterile di questa riforma sovversiva, per annotare le sue false premesse, le pericolose implicazioni ambientali e socio-economiche e l’oscuramento dei diritti dei consumatori a conoscere l’identità degli alimenti. Il mandato del Consiglio, lungi dal favorire l’innovazione, consoliderà il potere delle Corporation e minerà le basi stesse di un’agricoltura sostenibile ed equa.








0 commenti