Gli Host lo sanno bene: la terra non è una fabbrica e la natura non lavora a compartimenti stagni. Siepi, lombrichi, api, rotazioni colturali e la cura del suolo sono pezzi dello stesso puzzle. Eppure, a livello istituzionale, c’è sempre bisogno di ricordare che la biodiversità e l’agricoltura devono camminare insieme.
In questi giorni abbiamo un’occasione per farlo. È in corso la consultazione pubblica sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura, ma i giochi si chiudono il 9 giugno.
Se vogliamo che l’agroecologia diventi la colonna vertebrale delle politiche ambientali ed agricole dei prossimi anni, possiamo muoverci ora. E chi meglio degli Host WWOOF possono testimoniare che un altro modo di fare agricoltura non solo è possibile, ma è vitale?
Come possiamo attivarci? (Bastano 5 minuti)
L’associazione AIDA ha già fatto il lavoro pesante, preparando un contributo tecnico dettagliato. A noi spetta il compito di far massa critica compilando il questionario generale, aperto a tutti (proprio tutti, possono farlo anche i WWOOFER!).
Ecco i passaggi per partecipare:
- Clicca sul link della consultazione: Vai su Partecipa.gov.it – Consultazione Piano Ripristino.
- Rispondi alle domande del questionario generale.
- Fai la differenza alla Domanda 35 (Commenti generali): Qui puoi esprimere la tua opinione liberamente. Per aiutarti a far valere i principi dell’agroecologia, ti proponiamo una traccia che puoi liberamente personalizzare con la tua esperienza sul campo.
Il testo che suggeriamo di prendere come spunto nella Domanda 35:
Ritengo prioritario che il Piano riconosca esplicitamente l’agroecologia come cornice per il ripristino degli ecosistemi agricoli e degli impollinatori (Articoli 10 e 11). Le pratiche favorevoli alla biodiversità come riduzione degli input chimici e dei fitosanitari, diversificazione colturale, rotazioni, colture di copertura, agroforestazione, gestione e creazione di elementi del paesaggio (siepi, filari, fasce fiorite, stagni), non dovrebbero restare interventi isolati, ma essere integrate in un approccio sistemico che colleghi biodiversità, suolo, paesaggio e produzione agricola sostenibile.
Perché il tuo contributo è fondamentale
Come custodi della terra, sappiamo che una siepe non è solo un confine… o una fascia fiorita non serve solo a creare un bel paesaggio. Sono infrastrutture ecologiche. Chiedere che il Piano Nazionale non veda queste pratiche come interventi isolati ma come un approccio sistemico è l’unico modo per proteggere davvero gli impollinatori e la fertilità dei suoli.
Non lasciamo che queste decisioni vengano prese solo sopra le nostre teste (e sopra i nostri campi).
Abbiamo tempo fino al 9 giugno. Partecipa, usa la traccia di AIDA e, se ti va, condividi questo appello.







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