Biodiversità e Sovranità Alimentare: facciamo fronte comune contro i Nuovi OGM!

da | Mag 28, 2026 | Dalle nostre reti

Stiamo attraversando un momento cruciale per il futuro dell’agricoltura contadina, della biodiversità e della nostra stessa libertà di scelta a tavola. A metà giugno, il Parlamento Europeo sarà chiamato a votare una proposta di regolamento che rischia di deregolamentare completamente le Nuove Tecniche Genomiche (NGT/TEA), ovvero i cosiddetti “Nuovi OGM” di categoria 1 (se non sapete cosa siano potete vedere la puntata 6 di inRete! https://rsr.bio/inrete-06/).

Se questa norma dovesse passare, per queste nuove varietà manipolate in laboratorio cadrebbero gli obblighi di etichettatura, la tracciabilità lungo la filiera e le valutazioni indipendenti del rischio. Il principio di precauzione verrebbe di fatto svuotato, e cittadini e agricoltori si ritroverebbero a comprare, coltivare e mangiare alimenti geneticamente modificati senza alcuna possibilità di saperlo.

I consumatori si mobilitano e interpellano la grande distribuzione organizzata (GDO)

Di fronte al preoccupante silenzio politico e mediatico in Italia, la società civile ha deciso di muoversi concretamente. Ben 18 associazioni dei consumatori italiane hanno inviato una lettera congiunta ai vertici della Grande Distribuzione Organizzata (Coop, Conad, Esselunga, Lidl, Carrefour, Selex, ecc.).

La richiesta è chiara: la GDO deve uscire allo scoperto e fare fronte comune con i cittadini per pretendere il mantenimento delle regole attuali sui vecchi OGM (tracciabilità ed etichettatura). Se il regolamento europeo passerà così com’è, le stesse catene di supermercati non saranno più in grado di garantire referenze “GMO-free” a marchio proprio, distruggendo la fiducia costruita in decenni con i consumatori.

La resistenza sul campo: i Salvatori di Semi

Mentre a livello istituzionale si combatte per i diritti dei consumatori, la vera alternativa vive e pulsa ogni giorno dal basso. Come ci racconta una recente inchiesta di Altreconomia, lo stato di salute del Forum dei salvatori di semi ci ricorda quanto sia vitale e profondamente politico l’atto di custodire la terra.

Migliaia di piccoli agricoltori, appassionati e reti locali di seedsavers continuano a coltivare, riprodurre e scambiare sementi antiche, locali e fertili. Questo lavoro silenzioso è l’unico strumento che abbiamo per salvaguardare l’agrobiodiversità, garantire l’adattamento delle piante ai cambiamenti climatici e sottrarre il cibo e la vita dal monopolio dei brevetti delle multinazionali agrochimiche.

L’opera di tessitura di Rete Semi Rurali: unire le forze in un fronte comune

Questi due mondi — quello della tutela dei consumatori e dei grandi canali di distribuzione da un lato, e quello della resistenza contadina e del seed-saving dall’altro — hanno oggi più che mai bisogno di convergere.

Ed è proprio qui che si inserisce il prezioso e fondamentale lavoro di tessitura di Rete Semi Rurali in sintonia con le reti collegate. Con la sua costante attività di raccordo e coordinamento, la Rete sta portando avanti un dialogo teso a mettere in collaborazione concreta queste diverse realtà. Far convergere la voce dei cittadini che pretendono trasparenza nel piatto con quella dei contadini agroecologici che difendono il diritto ai semi liberi è l’unica strategia possibile per creare un fronte comune solido, capace di porre un argine alla liberalizzazione selvaggia dei nuovi OGM.

Per approfondire la situazione attuale, leggi gli articoli completi:

Pubblicato da Ale per WWOOF Italia

Contadino e Host nello Staff WWOOF Italia mi occupo della comunicazione e delle relazioni tra soci.

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