Seminiamo Futuro: come è andata

da | Set 29, 2026 | Blog, Dalle nostre reti, Iniziative, Vita associativa

Chi frequenta WWOOF o altri ambienti legati all’agrecologia, sa quanto sia fondamentale inserire nel discorso la questione dei semi: pare banale ripeterlo qui, ma è da lì che parte tutto. Più difficile è coinvolgere nella centralità di questo tema numeri importanti di persone, spesso poco consapevoli della posta importante che tutti ci giochiamo scegliendo o meno di preservare il patrimonio genetico che ci nutre. Ancor più complicato è convincerle a passare un’intera domenica a parlare di semi in una remota (e bellissima) località dell’Appennino. Non è stato perciò per nulla banale, ma direi sorprendente, vedere raccolte attorno ai tavoli di lavoro di Seminiamo Futuro a Treppi di Acquaria più di cento persone interessate a capire come propagare, conservare, valorizzare, conoscere le sementi e tutto il valore e il senso di comunità che gira loro attorno.

Basta dare un’occhiata all’elenco delle realtà che hanno partecipato, per avere un’idea della ricchezza teorica e pratica di questo 20 settembre:

  • Casa di Levin Aps link
  • Rete semi rurali link
  • WWoof Italia link
  • Civiltà contadina link
  • Rete agricoltura naturale RAN link
  • Biodistretto Valli del Panaro e Appennino Modenese link
  • Alleanza dei custodi dei semi link
  • Rete Agroecologica Microfarm Italia link
  • Deafal link
  • Let’s liberate Divversity link

A una parte più frontale e teorica al mattino (qui il programma dell’incontro), è seguito un momento di coinvolgimento più diretto al pomeriggio, quando i partecipanti si sono suddivisi in cinque tavoli di lavoro a rotazione (Garanzia partecipata, agroecologia e cibo sostenibile, vivai territoriali partecipati, passi rigenerativi, propagazione da seme di specie spontanee, tenuto dal nostro socio Enrico Bocchi, che ringraziamo rimandando al suo recente blog).

Gabriele Maneo di Let’s Liberate Diversity ha poi coordinato un Workshop collettivo suddiviso in più gruppi accompagnati da facilitatori, impegnati a rispondere a due domande: quali sono i buoni esempi nel nostro territorio?  cosa potremmo fare? Le risposte emerse le potete vedere qui.

L’associazione Casa di Levin si è presa cura di dimostrare quanto sia gustoso e fattibile un pranzo a base di prodotti a chilometro zero: gli stessi che potevi trovare nelle bancarelle del mercatino di produttori locali all’ingresso. E a chilometro zero era pure l’intrattenimento musicale, curato e decisamente a tema (quanti soci abbiamo visto agli strumenti…).

Hanno chiuso la giornata l’aperitivo con gli zampanelli e lo spettacolo musicale “Semi di pace” degli Oceanobar.

Il ringraziamento va innanzitutto ad Irene, che per prima ha immaginato e creduto in questa giornata (e a cui siamo lieti di aver dato il nostro piccolo contributo) e poi a tutto il gruppo coeso di volontari che la hanno resa possibile: un angolo di Appennino resistente, che speriamo si propaghi come tutte le sementi migliori.

Pubblicato da Fabrizio per WWOOF Italia

Sono socio attivo di WWOOF Italia come coordinatore locale e affianco lo staff nelle relazioni sul territorio.

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