Raduno autunnale 2026: il racconto

da | Nov 5, 2026 | Assemblea Generale, Assemblee, In primo piano, Vita associativa

La famosa “rete”

Perché ci siamo trovati a Molini di Voltaggio per il raduno autunnale di WWOOF Italia? Non solo perché da anni abbiamo piacere di organizzare gli incontri autunnali in luoghi meno centrali, per stare più vicini ai tanti soci che fanno fatica a partecipare ai nostri raduni. Non solo perché spostandoci continuiamo ad apprendere dalla ricchezza e dalla varietà agricola e naturale del nostro paese. Ma anche perché volevamo conoscere più da vicino una comunità di contadini e di soci che sapevamo molto attivi e partecipi nell’infittire reti di relazioni, senza le quali difficilmente potrebbero sopravvivere tante realtà agricole. E l’incontro locali dei soci delle Quattro Province, al sabato pomeriggio, ci ha confermato (a cominciare dall’energia e dalla disponibilità di Stefano Bendato) che anche in luoghi remoti e non semplici di Appennino è possibile, attraverso la collaborazione e la condivisione, portare avanti progetti e stili di vita sostenibili per il mondo e appaganti per sè stessi. Della famosa “rete” che ci sta tanto a cuore, a Molini di Voltaggio ne abbiamo visto un esempio pratico, esportabile nei tanti altri luoghi interni dove la ricchezza umana e quella ambientale sono l’unico argine all’abbandono.

Acqua ai Molini

Molini di Voltaggio, poi, è zona ricca di acqua: lo dice il nome stesso. E all’acqua WWOOF ha deciso quest’anno di dedicare il proprio interesse. L’acqua come risorsa imprescindibile, da provare a difendere (come hanno fatto in val Lemme opponendosi con alterne fortune all’impianto di una cava e in tempi più recenti al passaggio della TAV) e da mantenere come bene comune, come ci ha raccontato Ottavio di Valli Unite che da sindaco di Costa Vescovato si è impegnato perché l’acquedotto rimanesse comunale. L’acqua come fonte di energia, come ci ha fatto vedere Mario Bavastro, che ha installato una turbina idroelettrica sul torrente di fianco al luogo che ci ha ospitati (Colonia Monte Leco), rendendola energeticamente indipendente. L’acqua che, come ci ha spiegato il ricercatore universitario Nic Pacini alla domenica mattina, ha visto sconvolto il suo ciclo a causa della deforestazione avvenuta nei secoli per mano dell’uomo divenuto agricoltore: ben più che nell’aumento della CO2, risiederebbe lì la causa del fatto che non piove più o piove troppo.

Comunità di Consiglio al lavoro

Venerdì ci eravamo invece presi il tempo e lo spazio per parlare più nello specifico di temi che riguardano l’associazione. Nel cerchio sotto gli ippocastani, alla quindicina di membri della comunità di consiglio (al gran completo) si sono aggiunti altri soci interessati a capire più da vicino le dinamiche associative e la nostra progettualità. E’ stata l’occasione per avere aggiornamenti dalla Federazione internazionale, per ragionare sul rinnovo delle cariche di consiglieri e probiviri la prossima primavera (segnatevi la data: dal 5 al 7 marzo a Massa Marittima), per dare uno sguardo al prossimo futuro (quale sarà il tema che farà da filo conduttore nel prossimo anno della nostra associazione?) e relazionare su quanto fatto finora (in particolare, ha fatto i suoi primi interventi il Gruppo di Mutuo Aiuto). Chi volesse approfondire le tante altre cose di cui abbiamo parlato in Comunità di Consiglio (dal proseguimento della progettazione dello sportello di Rete Semi Rurali all’idea di rilanciare un mercatino interno a WWOOF Italia) può dare un’occhiata al verbale.

Sabato. Due conferme e un arrivederci.

Ad aprire il sabato, il cerchio dei coordinatori in mattinata: a ribadire come la figura del coordinatore rimanga centrale al progetto di WWOOF. Primo tra i compiti del coordinatore, assicurarsi che chi diventa host abbia davvero ben capito cosa è la nostra associazione: questo rimane il miglior modo per evitare malintesi e cominciare bene l’esperienza dell’ospitalità. Ma l’ambizione è quella di fare del coordinamento anche altro, e forse passare da queste parti a vedere come i coordinatori locali siano vere anime del territorio, può essere di spunto per il futuro.

A chiudere, le note da tutto il mondo portate dal gruppo Pasticcio Meticcio: finire in danza è una tradizione ormai immancabile dei nostri incontri.

In mezzo, un saluto a chi ha dato tanto all’associazione e ora lascia le consegne a nuove generazioni. Dopo tanti anni insieme, Eszter saluta WWOOF Italia: un ringraziamento per quanto hai fatto per noi come coordinatrice, consigliera e poi parte dello staff. Ci auguriamo di rivederti alle assemblee come socia dell’associazione per continuare a condividere il nostro cammino.

Diamo il benvenuto a Chiara e Maria Paola, con la certezza che le hai contagiate con la tua dedizione e capacità, e che porteranno avanti  le tue mansioni con lo stesso impegno.

Ci vediamo, con tutti, a marzo!

Pubblicato da Fabrizio per WWOOF Italia

Sono socio attivo di WWOOF Italia come coordinatore locale e affianco lo staff nelle relazioni sul territorio.

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