la terra e il cielo

Una proposta da “La Terra e il Cielo”

da | Ago 29, 2023 | Bacheca Annunci, Dalle nostre reti, Sul Territorio

storica cooperativa fra piccoli agricoltori marchigiani

Il 2 Agosto, attraverso le comunicazioni ai Soci di Rete Semi Rurali, abbiamo ricevuto una appassionata lettera da Bruno Sebastianelli, Presidente della Cooperativa La Terra e il Cielo e valoroso compagno di percorso: da alcuni decenni si applica allo sviluppo di una agricoltura dignitosa per chi la pratica e sana per l’ambiente e per chi ne utilizza i prodotti. La comunità di oltre 100 agricoltori e contadini che conferiscono alla Cooperativa sono la garanzia di qualità dei prodotti e delle relazioni sul territorio.

Ci fa piacere condividere con i Soci di WWOOF Italia questo documento perché, al di là di un sempre augurabile sostegno diretto al progetto, sia un utile presupposto per un confronto aperto sul tema del futuro del BIO nel nostro paese.

“La nostra cooperativa è nata ben 43 anni fa e si può annoverare tra le aziende pionieristiche del biologico Italiano.

Da sempre abbiamo puntato sulla qualità e filiera dal campo alla tavola, un biologico vero e carico di valori da come potete vedere dalla nostra carta. Con questi valori siamo cresciuti negli anni fino ad oggi, sia in Italia che all’estero; oggi il mercato è cambiato totalmente, anche perché siamo stati molto bravi a seminare, forse anche troppo, tanto che oramai da anni sono arrivati sul mercato grandi gruppi di industrie alimentari, gruppi finanziari e ogni discount ha la sua linea a proprio marchio di prodotti bio a prezzi stracciati.

Il grande problema è che la certificazione bio che ha una catena di discount è uguale alla nostra, praticamente la certificazione bio, così come è strutturata, ha uniformato tutto al prezzo più basso, senza parlare dei ricorrenti scandali.

Ora per la pasta che è il nostro prodotto di punta, sia sui mercati esteri che Italiani, ci chiedono prezzi sempre più bassi, con conseguente progressiva perdita di fatturato. Non si parla più di prezzi giusti, non si parla più di macinazione a pietra, non si parla più di essiccazione lenta e a bassa temperatura, si parla solo di prezzi bassi, quindi ci stiamo domandando, conviene continuare a fare pasta in un marasma del genere?

Alla fine della lunga riflessione in Cooperativa, si è deciso di andare avanti accorciando sempre di più la filiera; non è più possibile lavorare con distributori che rivendono al negozio che a sua volta rivende al pubblico, troppi passaggi: il nostro prodotto a scaffale costa troppo per il consumatore e noi non guadagniamo niente.

Chiaramente questi cali dei consumi e lo spostamento sui discount sono dovuti soprattutto alla crisi generale e alla conseguente incertezza e impoverimento delle famiglie; sembra emergerne un disegno perfetto: chiusura delle piccole e medie imprese e autostrada aperta alle multinazionali del cibo spazzatura a basso prezzo.

Ma noi non vogliamo darci per vinti e allora abbiamo pensato al progetto che vi alleghiamo, puntando sul consumAttore, un consumatore che diventa attore insieme alla nostra cooperativa, un consumatore che diventa socio sovventore con una piccola quota, avendo così diritto al listino soci, sgravato dai troppi passaggi commerciali, in modo da usufruire di un prodotto biologico vero direttamente dal produttore: questa secondo noi è l’unica via di uscita.

Se la nostra proposta di ricapitaliizzazione della Cooperativa decolla con un azionariato diffuso, allora saremo in grado di realizzare il PACBIO200, “Pastificio agricolo di comunità biologico”.

200 sono i chilometri di distanza massima di un socio produttore dalla nostra sede, gli altri sono tutti intorno, questo per dirvi che non ci nascondiamo dietro il dito del km 0!!!

Per concludere vi voglio dire che noi in questo momento ci troviamo in forte difficoltà, ma vogliamo continuare a lottare, perché ci fa male pensare di chiudere una delle poche realtà storiche rimaste. Una cosa però è fondamentale: non è sufficiente che noi riusciamo a raccogliere tanti fondi. Resta fondamentale il rilancio delle vendite: un socio sovventore oltre che acquistare quote, dovrebbe quindi acquistare anche i nostri prodotti. Forse chiediamo troppo?

Grazie per l’attenzione.

Un caro saluto a tutti.

Bruno Sebastianelli

Pubblicato da Claudio per WWOOF Italia

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