muri a secco

MANUTENZIONE DEI MURI A SECCO

da | Mag 24, 2022 | Corsi, Dalle nostre reti

A SANTA MARIA DEL TARO SI TERRA’ UN CORSO A CURA DEL COLLETTIVO MILAREPA 

di Gianluca Longhi 

Quando, nel dopoguerra, si è avviato un inesorabile esodo verso le città alla ricerca di un lavoro salariato e non soggetto alle bizze del clima e alle incognite del raccolto, l’abbandono è diventato parte costitutiva del paesaggio rurale. Molti paesi si sono svuotati e, dove prima era tutto curato e organizzato, hanno cominciato a far da padrone le piante infestanti; le case dove ferveva una dinamica vita contadina si sono ridotte a ruderi; le mulattiere che collegavano le varie frazioni sono state devastate dagli ungulati; il bosco ha smesso di essere tagliato; i muri a secco, che prima si ergevano a sostegno di un’agricoltura di sussistenza, hanno cominciato a cedere sotto il peso del tempo.

L’abbandono agricolo non si traduce solo come perdita delle colture, ma è il preludio all’instabilità dei versanti, quindi alle frane, che mettono a rischio anche chi vive sulla costa. Basti pensare all’alluvione delle Cinque Terre dell’ottobre del 2011 dove persero la vita 13 persone. L’ambiente antropizzato ha bisogno di essere costantemente mantenuto: abbandono non significa rinaturalizzazione, ma devastazione del paesaggio terrazzato. L’uomo, con la costruzione dei terrazzamenti e delle opere connesse, ha cambiato una volta per tutte le sorti del territorio. Ora non può più tornare indietro. Con le recenti preoccupazioni legate al cambiamento climatico e alle tematiche ambientali, la maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono trascurando il territorio ha risvegliato la coscienza che la manutenzione del paesaggio terrazzato è di primaria importanza e riguarda tutti. I muri a secco, rallentando la caduta dell’acqua, svolgono un ruolo vitale nella prevenzione dei danni delle alluvioni e nel combattere l’erosione del territorio mettendo un freno alla fragilità dei versanti, arginando l’espansione del bosco e prevenendo il dissesto idrogeologico. Non a caso sono entrati a far parte, dal 2018, nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. 

Purtroppo nel corso di questi lunghi anni di abbandono si sono perse queste tecniche che prima erano di dominio pubblico e venivano tramandate di generazione in generazione. Sono rimasti in pochi i custodi di questa conoscenza, nella maggior parte anziani che non riescono a rispondere ad una domanda sempre crescente. Il Collettivo Milarepa è costituito da un gruppo di artigiani della pietra a secco che ormai da quasi dieci anni condivide questi antichi saperi. Oltre ad aver costruito centinaia di metri quadrati di muri a secco in tutto il Levante Ligure e non solo, il Collettivo ha partecipato a contest, giornate di divulgazione, seminari e organizzato svariati corsi coinvolgendo anche studenti di architettura e rifugiati. Tutti i membri sono parte di ITLA, l’Alleanza Mondiale per i Paesaggi Terrazzati. Tra gli artigiani del gruppo, attualmente formato da cinque elementi, è presente Vincenzo Sturla che da qualche anno si è trasferito a Menta. 

Su sua iniziativa, col supporto del Consorzio Taro Tarola, verrà organizzato un corso sulle tecniche di base che vedrà la ricostruzione di un muro posto sul sentiero che da Vallombraria conduce a Giaiette e Pianlavagnolo.

Il corso si terrà nei giorni 27, 28 e 29 maggio con una parte teorica, il venerdì pomeriggio, aperta a tutti, e una parte pratica, sabato e domenica, dedicata a chi si vuole sporcare le mani. Sono previste convenzioni con i b&b della zona. 

Per informazioni e prenotazioni potete contattare Vincenzo al 3495126734

Pubblicato da Claudio per WWOOF Italia

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