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Tatawelo

da | Lug 4, 2024 | Le nostre scelte

Per iniziare questa rubrica prendiamoci un caffè

Chi sostiene e consuma il caffè Tatawelo crea dignità uguaglianza e autonomia. Seguendo il motto “para todos todo”, con la tua tazzina ogni mattina, partecipi a un’azione concreta di contrasto alle multinazionali che affamano i contadini, contaminano le loro terre costringendoli alle migrazioni e a vite precarie.

Tatawelo è un progetto che sostiene in modo diretto e partecipato i contadini del Chiapas e del Guatemala favorendo la vita nei loro territori, risanando ferite aperte di anni di colonialismo, repressione, dittature, valorizzando il concetto del “Lekil Kuxlejal” essenza della cultura e identità maya conosciuto come “Buen Vivir” prendendosi cura e vivendo in armonia con le persone e la natura .
Con la nostra scelta quotidiana in difesa della Madre Terra contribuiamo a combattere insieme a loro lo sfruttamento illimitato della natura, seminiamo bellezza e resistiamo alla distruzione, facciamo la differenza per migliorare la società.
Questo modello di un’altra economia crea anche qui da noi uno stile di vita più consapevole di filiere dirette partecipative e pratiche di sostenibilità legate all’accesso a un cibo buono e salutare.
L’economia di relazione che abbiamo implementato come Tatawelo, sin dalla prima importazione del caffè verde nel 2003, con il prefinanziamento ha consentito di mettere in pratica il mutualismo e la solidarietà, mirata al miglioramento della qualità della vita dei nostri “cafetaleros” e delle loro famiglie.
Sostenendo con la quota progetto le ulteriori necessità che le cooperative hanno potuto di finanziare e che potete vedere nel nostro bilancio sociale sul sito Tatawelo.it
La coltivazione del caffè è gestita in “agroecologia” per esprimere qui un concetto comprensibile ma le pratiche dei contadini delle comunità indigene maya sono la loro storia vivendo da sempre in relazione alla natura con rispetto e riconoscenza. Questo modello di vita è la loro resistenza .
Le loro scelte sociali e gestionali di vita quotidiana, di fatto preservano non soltanto la loro identità di popolazione, ma anche la biodiversità stessa, coltivando e producendo il caffè rispettando le tradizioni culturali, con lo scopo di ottenere un cibo sano per le loro famiglie e per noi solidali.
In una zona dove il crimine dei cartelli è in grado di prendere il controllo, la devastazione dell’ambiente ad opera di multinazionali è sempre in agguato come le conseguenze dei cambiamenti climatici, il predominio indiscusso del capitale sui diritti umani, le tragedie umanitarie che accompagnano nuove ondate migratorie vivere in comunità significa lottare per la vita e nonostante tutto a volte ti spinga ad abbandonare dimostrare che la pratica quotidiana del “Lekil Kuxlejal” dona speranza e risultati concreti per le prossima generazioni.
Le comunità, le basi zapatiste hanno praticato la disobbedienza civile, pacifica, la non-violenza per più di tre decenni, noi di Tatawelo in questi 20 anni di cammino con loro abbiamo conosciuto e visto il cambiamento che si può ottenere vivendo questa quotidiana ribellione. Sono stati in grado di offrire a tutti, l’accesso alla terra, il sostentamento, l’educazione, la continuità nella memoria collettiva, una vita dignitosa e comunitaria producendo in collettivo il cibo, la salute, all’istruzione, l’arte, la musica, creando dal basso benefici esistenziali immediati a chi partecipava alla vita insieme.
In un momento storico dove i poteri autoritari e l’individualismo sfrenato è devastante nei territori zapatisti sono in atto due grandi trasformazioni di cui è stata data notizia nella commemorazione il 1 gennaio a trent’anni dall’insurrezione del 1994 dell’ EZLN alla quale eravamo presenti.
Anche se il “popolo comanda e il governo obbedisce” la critica e autocritica hanno portato al rovesciamento della piramide sciogliendo le Giunte di Buon Governo per la creazione di innumerevoli GAL (governo autonomo locale) evidenziando la necessità di restare più vicino ai luoghi dove si vive, l’importanza che ogni famiglia ,cellula, gruppo, colonia, ejido o aldea debba risolvere nel in primis nel suo interno qualsiasi problema o necessità per poi allargare alle reti di GAL riunite in assemblee territoriali.
Con lo scopo di fare fronte comune come esseri umani alla violenza e al capitalismo si è deciso di attuare mettendo in condivisione anche con i non zapatisti di ogni parte del mondo le terre recuperate nel 1994 . La terra come bene in comune condivisione estendendo la consapevolezza dell’importanza di lavorarla e vivere di lei senza distruggerla e senza titoli di proprietà.
Un messaggio di pace a cui seguiranno azioni concrete per organizzare la loro coesistenza e ripensare le loro forme. Un esempio, un riferimento e un’ispirazione, per altre comunità, fondamentalmente indigene, ma non solo.
In questo momento critico della storia globale, è importante unirsi a questa lotta per la vita e la difesa del territorio e della Madre Terra. Tatawelo ha deciso di rispondere all’invito delle comunità zapatiste,
includendo nella nostra azione la comunità di donne di Puente Alto vicino a Barrillas regione di Hueuetenango.
Sebastiana, Eulalia, Catarina, Isabela, Felfina, Maria, Dolores, Maria M. sono ritornate alle loro terre con tante difficoltà dopo aver vissuto l’atrocità̀ del massacro della propria comunità nella quale il 7 luglio 1982, sono stati uccisi e poi dati alle fiamme 365 abitanti per mano dell’esercito del dittatore Rios Montt, i cui carnefici sono rimasti impuniti. Nonostante le cicatrici che si portano addosso, con una volontà̀ eroica e senza risorse, hanno continuato a coltivare caffè in agroecologia. Unite tra di loro per il bene comune e per dare speranza ai loro figli, hanno trovato la forza per andare avanti in contrasto con il modello di sviluppo attuale, basato sul profitto personale e sull’agroindustria, promuovendo un modello agricolo sostenibile, che valorizza la comunità locale e rispetta l’ambiente. Sono state il motore di cambiamento culturale e di statuto della Associazione Cooperativa ASOBAGRI fondata nel 1986 dove per la prima volta nella storia cooperativa le donne sono state riconosciute socie e proprietarie dei terreni dove coltivavano il loro caffè. Altre donne da allora si sono unite rappresentando oggi quasi il 30%, assumendo la carica della vicepresidenza e promovendo empowerment con una linea di caffè dedicata chiamato “dueñas” proprietarie. Con l’intento di dare voce anche di qua del mare alle donne di Puente Alto e ai movimenti abbiamo creato EFFE il caffè femminista.
Il nome Effe Cafè è ispirato alla rivista EFFE degli anni ’70 (efferivistafemminista.it) di controinformazione al femminile, di fatto la prima rivista italiana di attualità e cultura legata al movimento femminista di quel periodo. Pensiamo a questo caffè come veicolo per tener viva la memoria del patrimonio di idee e lotte del femminismo e per la realizzazione di un mondo più giusto ed egualitario.

Ringraziamo la rete WWOOF per unirsi a noi in questa lotta per un mondo migliore, dove la terra è comune e la vita è rispettata.
Grazie per essere parte del cambiamento.

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Pubblicato da Ale per WWOOF Italia

Contadino e Host nello Staff WWOOF Italia mi occupo della comunicazione e delle relazioni tra soci. Per contatti o per proporre nuovi contenuti webmaster@wwoof.it

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