L’iniziativa del ministero e le valutazioni degli addetti
La recente revisione delle linee guida da parte del Ministero della Salute mette a rischio le piccole produzioni artigianali.
Molti addetti ai lavori criticano apertamente alcuni aspetti delle linee guida che sembrano non rispondere a reali esigenze di tutela della salute e si costituiscono in Rete Associativa.
Il problema non è solo economico. Le nuove regole impongono una filiera sanitaria rigidissima, dalla stalla al caseificio, con l’obbligo di analisi che, per chi lavora a certe altitudini o in piccolissime realtà, sono spesso inapplicabili. “Se passa questa linea – avverte Simone – rischiamo di perdere centinaia di piccole aziende, custodi di saperi, biodiversità e territori”.
Il gruppo sta ora estendendo la propria rete a tutti i consorzi di tutela, alle associazioni di categoria, e ai casari indipendenti. L’obiettivo è aumentare di numero di partecipanti e avere la forza per rappresentare le istanze del comparto.
“Senza un’azione collettiva, ognuno rimane solo”, è il messaggio che i promotori vogliono lanciare. Le lettere, le mail, i contatti sono già partiti. “Siamo pochi, ma non irrilevanti. Chi fa formaggio a latte crudo tiene viva la montagna, le razze autoctone, l’agricoltura di qualità. Abbiamo bisogno di regole giuste, non di una burocrazia che ci cancella”.








0 commenti