grazie a un sistema di valorizzazione dei sottoprodotti della stessa fattoria
La circolarità energetica del podere, grazie ai sottoprodotti dell’ulivo
Nel 2009 installa un impianto fotovoltaico da 20 kilowatt, il primo nel comune di Castel del Piano, che permette all’azienda di lavorare le proprie olive e quelle dei produttori vicini, consegnate al frantoio, senza ricorrere a combustibili fossili. Era già inoltre attiva una caldaia a biomassa alimentata a nocciolino, ovvero la parte dura residua dalla spremitura. Mentre la sansa — ovvero la rimanenza di acqua e polpa — viene inviata a un impianto di biogas a Grosseto che genera elettricità dalla sua fermentazione, i noccioli sono stoccati e impiegati per riscaldare gli ambienti nei mesi invernali, insieme agli sfalci dalla potatura.
Le acque di vegetazione sono inoltre reimpiegate per la fertirrigazione e la polpa di scarto come concime naturale. Tali strategie permettono il risparmio di circa 150 quintali annui di CO2, rendendo l’impatto ambientale di Poderi Borselli quasi prossimo allo zero e dimostrando la funzionalità di tecnologie per l’energia rinnovabile al servizio della vita agricola. Un valore, questo, alla base anche delle linee guida della PAC-Politica Agricola Comune: ecco di cosa si tratta e perché è importante in Italia








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