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Il racconto del Seminasiepi prima tappa

da | Set 26, 2023 | Formazione, Iniziative, Progetti WWOOF Italia

le tre giornate alla Caprasanta

Fra l’8 e il 10 Settembre il Gruppo di lavoro per la custodia dell’ecologia dei terreni (GLCET), ha coordinato il corso Seminasiepi Prima Tappa (SPT), dedicato alle 7 persone selezionate attraverso il bando indetto a primavera da WWOOF Italia

Il podere Caprasanta , centro educativo WWOOF Italia, a dieci minuti a piedi dal centro di Santa Maria del Taro, ha ospitato i partecipanti dalla sera del 7 settembre alla mattina dell’11 settembre 2023.

Hanno partecipato alle giornate soc@ corsist@ Giorgio Albiero, Veronica Bianco, Sara Blancardi, Damiano Buscema, Giuseppe Cascelli, Davide Florit, Riccardo Padovani; tre persone del gruppo organizzatore (GLCET) Dino Chiaraviglio, Francesco Francisci, Marcella Leoncini e tre docenti principali: Enrico Bocchi, Massimiliano Petrolo, Elena Piva.

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La prima giornata del corso

Dalle ore 8 alle ore 1430 i partecipanti hanno lasciata a piedi Caprasanta compiendo un escursione circolare che, tra i 750-1000 mslm, ha compreso la risalita della Vallombrara fino a Pian Lavagnolo e l’attraversamento di un ex pascolo corrispondente al versante meridionale del Monte Ghiffi. Con l’escursione i partecipanti hanno sia attraversato che osservato a distanza la copertura vegetale, soprattutto legnosa. Si è così potuto notare che nell’esposizione settentrionale procedendo verso Pian Lavagnolo, le rocce sedimentarie calcaree hanno favorito una foresta mista molto varia con specie igrofile, mesofile, e anche xerofile a tratti. E’ stato attraversato anche un esteso ceduo tagliato 7-8 anni orsono nel quale si rinnovano numerose specie legnose. Le rocce ofiolitiche vulcaniche delle pendici del Ghiffi, con il clima molto piovoso, favoriscono la crescita di specie acidofile. L’abbandono del pascolo e la vicinanza dei centri abitati ha quindi influito sulla crescita degli arbusteti misti con specie pioniere, intervallati da lembi di bosco formato da alberi adatti a esposizioni a mezzogiorno, tra cui diverse rosacee (frequente il melo selvatico e/o derivato da varietà domestiche). E’ stato sottolineato come da queste consociazioni si possano trarre spunti per costituire nuove siepi in ambiti analoghi, ed anche come sia del tutto controproducente voler snaturare le attitudini di ogni specie inserendole in aree con caratteri pedologici, geologici, microclimatici, estranei alla loro ecologia. Nel pomeriggio in Caprasanta, i partecipanti hanno riesaminati gli aspetti emersi durante l’escursione. Enrico Bocchi è stato il principale docente della prima giornata.

La seconda giornata.

Nel corso della mattinata vengono discussi due argomenti principali:

Prassi per raccogliere semi o giovani piante di flora spontanea legnosa, per conservare detti materiali, far germinare i semi (preferibilmente subito in terra, ricorrendo a i contenitori solo se si dispone di quantitativi limitati di semi di difficile reperibilità), per tenere temporaneamente in vaso le giovani piante (con i vasi in casse con fondo chiuso si evitano innaffiature quotidiane), o metterle immediatamente a dimora (espianto e trapianto delle piccole piante al momento della ripresa vegetativa).

Considerazioni per progettare/realizzare nuove siepi o alberature, per migliorare e consolidare già esistenti siepi e alberature. Enrico Bocchi è stato il principale docente di questa prima parte della giornata.

Nel pomeriggio i partecipanti osservano le tecniche con cui il podere Caprasanta coltiva i suoi orti. Considerazioni in particolare su: pacciamatura che include anche la co-presenza di erbe spontanee utili (non solo commestibili); effetti da bosco incombente.

Elena Piva è stata il principale docente di questa seconda parte della giornata durante la quale ha interloquito anche con agricoltori provenienti da località adiacenti.

La terza giornata

In mattinata i partecipanti sono giunti in automobile all’Oasi WWF dei Ghirardi (anche Riserva naturale dell’EmiliaRomagna) presso Borgo Taro, dove si teneva un mercatino periodico degli agricoltori biologici dell’Alta Val Taro.

La giornata si è svolta in tre fasi.

Prima fase. I partecipanti hanno discusso di sinergie tra Seminasiepi e altre attività simili che coinvolgono alcuni di loro, e quindi hanno approfondito diverse implicazioni apprendendo del progetto Arboreo nel pistoiese e delle attività condotte dall’ Ecoistituto delle Cerbaie nel pisano. Alla discussione hanno partecipato anche agricoltori presenti per il mercato.

Il docente principale in questa prima fase è stato Massimiliano Petrolo che ha contestualizzato Arboreo nel mondo degli agricoltori connettendosi a quanto spiegato precedentemente da Enrico Bocchi in merito a semi e piante autoctone.

Seconda fase. I partecipanti hanno compiuto una visita dell’oasi interloquendo con Guido Sardella storico ideatore/gestore. Sono stati affrontati vari aspetti tra cui i cambiamenti della copertura vegetale in seguito al cambiamento climatico, alla diminuita attività agricola, all’aumento degli ungulati selvatici. Sono stati presi in considerazione anche gli effetti e le implicazioni di raccolte d’acqua realizzate in diversi modi, le relazioni con le pubbliche amministrazioni e con gli agricoltori e cacciatori delle comunità circostanti.

Terza fase. I partecipanti, in particolare i corsisti, hanno discusso i loro impegni di restituzione delle competenze acquisite nel realizzare concretamente siepi e alberature servendosi di flora legnosa locale. Veronica, friulana prevede di coordinarsi con Pecora Nera in Carnia e/o con conoscenti presso Sassari. Damiano, modicano, considera tre posti: il proprio Centro Educativo WWOOF Italia (Giardini d’Antan) , la collaborazione con Semi Liberi e con l’azienda Radice Sicula. Riccardo invece si propone di ricavare recinzioni viventi tagliando selettivamente il bosco che lo circonda a San Benedetto in Alpe , avvierà un piccolo vivaio anche per fornire vicini, installerà siepi in orti sociali a Ravenna. Sara, bordigherese, prevede di coordinarsi con l’host di Borghetto dei Lonfi a Pescara, e di intervenire in un terreno a Bordighera. Giorgio, recoarese, prevede nel vicentino il contenimento di un bosco e una siepe ex-novo in un terreno messo a disposizione da Edi Rossato, tra i presenti ai Ghirardi. Davide, milanese, prevede una siepe in un proprio posto in Friuli che patisce passaggi di veicoli fuoristrada ed una seconda siepe in un posto di conoscenti presso Bossolasco nelle Langhe. Infine Giuseppe, barese, prevede di coordinarsi con Masseria del Sonante in Basilicata.

Ulteriori contenuti discussi durante la prima tappa di Seminasiepi

A più riprese i partecipanti SPT hanno auspicato che WWOOF Italia faciliti, ove possibile, una più strutturata relazione tra ospitanti e viaggiatori, per esempio identificando viaggiatori con persistenti re-iscrizioni.

A più riprese è stato sottolineato come l’iniziativa Seminasiepi discenda da attività che hanno coinvolto persone che fanno parte del GLCET nel corso degli ultimi anni, tra le quali il progetto Resifarms e l’accordo per la custodia dell’ecologia dei terreni del podere Veranello di Scansano.

Durante la cena del 9 settembre, Daniele Ecotti, fondatore di Io non ho paura del Lupo, ha illustrato le attività dell’associazione, in particolare per la gestione dei cani da guardiania, e si è parlato di eventuali collaborazioni con WWOOF Italia. Durante la mattina dell’11 settembre ha avuto luogo presso Caprasanta una riunione del gruppo GLCET che ha definitivamente incluso nel gruppo Elena Piva, Massimiliano Petrolo, Enrico Bocchi. La stessa riunione ha anche abbozzate le prossime attività Seminasiepi: queste continueranno tra l’altro avvalendosi delle potenzialità di Caprasanta, mentre sarà esplorata la possibile cooperazione di Ecocerbaie e Arboreo (MPetrolo), con soci WWOOF Italia pistoiesi.

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Pubblicato da Claudio per WWOOF Italia

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